Mar 5, 2013

RECENSIONE: HBO "GIRLS"



Hannah riceve dai genitori esasperati "un'ultima spintarella" verso l'indipendenza. In altre parole: "No. More. Money".
Questo è l'inizio di Girls e, ironicamente, il sunto perfetto della serie, una serie che, devo confessare, amo follemente, è una droga. La ragione non la saprei spiegare e forse non la dovrei cercare, considerando che Girls sembra una rappresentazione, più triste e cinica, ma piuttosto accurata della mia vita.

Girls o si ama perdutamente o si odia follemente. Non esiste via di mezzo.




La trama segue la vita di Hannah, una ventenne congelata in una sorta di prolungata adolescenza, e delle sue amiche. Hannah non ha ben chiaro chi è, cosa vuole, da chi lo vuole o qual è il suo posto nel mondo; cerca di diventare scrittrice, ritiene di essere: "La voce della sua generazione. O perlomeno una voce. Di una generazione" ma non si sforza troppo per esserlo. Hannah non è la povera vittima dei genitori egoisti che preferiscono comprarsi una casa al lago anziché aiutare la figlia a sopravvivere in questo spietato periodo economico dominato dalla precarietà: Hannah vive in un appartamentino neanche tanto angusto a New York, scrive i suoi pensieri su un Macbook Pro, telefona con un Iphone e indossa abiti Prêt-à-Porter che magari non le staranno benissimo (ci vorrebbe un intero post, o meglio, un centinaio di post su quello che indossa Hannah) ma che certo non compra al banco del mercato.  Hannah ha tre amiche che, in misura diversa, condividono i suoi problemi:

  1. Marnie sembra essere quella con la testa più sulle spalle ma di fatto è tanto persa quanto la sua migliore amica. Vorrebbe raggiungere un generico "successo" a cui non riesce a dare forma, per questo è attratta da uomini che rappresentano l'ideale a cui aspira. Il fidanzato storico la repelle ma non riesce a lasciarlo se non "grazie" ad Hannah. Dopo averlo lasciato forse lo vuole indietro. Forse no. Forse è gelosa della nuova fidanzata di lui. In realtà no. In realtà è di nuovo attratta da lui quando lui fa i soldoni vendendo una app per cellulari ideata pensando a lei (serve per costringersi a NON chiamare chi non si dovrebbe chiamare: ex morosi, ex datori di lavoro, ex amici, ecc).
  2. Jessa è l'amica bohémienne, imprevedibile, viaggiatrice, in costante fuga dalle responsabilità e dalla vita. Tra la prima e la seconda stagione si sposa con uno yuppie, solo per divorziare dopo un paio di mesi. Ha un rapporto difficile col padre che, di fatto, le ha trasmesso l'irresponsaiblità e l'incapacità di prendersi cura di sè e di chi la circonda.
  3. Shoshanna è la più giovane (21 anni) tra le ragazze ed è il personaggio meno definito del gruppo; è una ragazza naive, innocente, dolce e ancora piena di fiducia nel futuro. Rappresenta una generazione cresciuta a suon di televisione e interpreta la sua vita attraverso stereotipi televisivi. Parla,  parla, parla a macchina facendo paragoni tra la sua vita e Sex and the city usando citazioni prese dalla cultura pop più becera.

Le ragazze, con la parziale eccezione di Shoshanna, sono essenzialmente poco simpatiche, un po' maleducate (un BEL PO' maleducate in svariate occasioni), ciniche, inopportune e dicono quasi esclusivamente cose che nessuno vorrebbe sentirsi dire. Da nessuno. 



La serie è generalmente etichettata come "comedy"; in effetti, se è vero che la trama e le singole storie hanno ben poco di allegro, la comicità sorge involontaria proprio per l'impressionante escalation di avversità che le ragazze si trovano ad affrontare.
Farò un esempio. Prendiamo la protagonista. Hannah non ha il fisico tipico da eroina di serie televisiva: è grassottella, senza seno, capelli anonimi (no onde setose e lucide alla Pantene, per intenderci) e un viso assai ordinario. In più non fa granché per valorizzarsi.



In due serie le succede che:

  • I genitori  la privano del sostentamento economico.
  • Il ragazzo con cui esce non è esattamente un gentiluomo (mentre lei gli racconta delle sue disavventure finanziare lui la conforta mettendola a pecorina e tentando di prenderla "dal buco sbagliato").
  • Perde il posto di lavoro (non retribuito) quando chiede di essere assunta regolarmente.
  • Scopre di essersi presa una malattia venerea dall'ex moroso del liceo.
  • L'ex moroso in questione le confessa di essere gay e di averlo capito PROPRIO stando con lei. 
  • L'ex moroso gay la ringrazia di avergli aperto gli occhi.
  • Perde un lavoro perché molesta il proprio capo (anziano e sovrappeso ma simpatico) con l'intento di denunciarlo per molestie (!!!).
  • Litiga con Marnie che se ne va di casa .
  • Viene derubata mentre dorme in metro.
  • Scopre che il nuovo coinquilino (l'ex moroso gay) ha fatto sesso con Marnie e la prende molto sul personale.
  • Butta fuori il nuovo-coinquilino-ex-moroso-gay.
  • Soffre di cistite.
  • Viene abbandonata da Jessa dopo averla accompagnata a visitare i suoi genitori in un paesino sperduto.
  • La stazione in cui si trova è talmente piccola che non ha un gabinetto (nè una vera stazione se è per questo) e intanto sta soffrendo di cistite.
  • Soffre di disturbi ossessivo-compulsivi.
A tutto questo va ad aggiungersi un carattere che è l'apogeo dell'autoindulgenza e dell'egotismo che si esprime essenzialmente in odio verso sè stessa.



Sicuramente dimentico qualcosa. Rileggendo la lista rimango io stessa esterefatta di come una serie del genere possa farmi sorridere. Eppure, provare per credere.


Vale dunque la pena di guardare Girls?

La mia risposta è sì. Tolte le situazioni insane e controverse ti accorgi che lo show ha un suo perché, è divertente e cinico in un modo che ricorda "La versione di Barney" e fa una serie di osservazioni veritiere e spesso profonde sulla generazione di ventenni che si trovano davanti un futuro senza promesse, senza sapere chi sono e con la certezza che faranno molta più fatica dei propri genitori per ottenere molto meno di loro. E tuttavia si aggrappano alla speranza di "vivere il songno". Cosa sia questo sogno, però, ancora non l'hanno capito.